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Lead generation

Lead scoring: cos'è e come costruirlo da zero

Il lead scoring assegna un punteggio a ogni contatto per decidere chi chiamare per primo. Criteri di fit e intento, soglie, esempi e errori da evitare, per aziende.

· 5 min di lettura· di BradipAi

In breve: il lead scoring dà a ogni contatto un punteggio che combina fit (somiglia al tuo cliente ideale?) e intento (è pronto ad agire?). Serve a far chiamare per primi i contatti migliori, a non far perdere tempo al team su quelli che non possono comprare e a rendere misurabile la qualità dei lead.

Se la tua azienda riceve più contatti di quanti il team commerciale riesca a richiamare nello stesso giorno, hai un problema di priorità. Se chiami in ordine di arrivo, spesso chiami per primi quelli sbagliati e arrivi tardi su quelli giusti. Il lead scoring risolve proprio questo.

Cos’è e a cosa serve

Il lead scoring è un modo di tradurre in numeri ciò che sai di un contatto. Ogni risposta, caratteristica o comportamento vale dei punti; la somma dice quanto è probabile che quel contatto diventi cliente a breve.

Per un’azienda i vantaggi sono concreti:

  • Priorità: il commerciale parte dai contatti con più probabilità di chiudere.
  • Risparmio di tempo: chi non ha i requisiti non occupa agenda.
  • Misura: puoi confrontare la qualità tra canali, campagne e periodi.
  • Automazione: il punteggio può decidere cosa succede dopo (appuntamento, messaggi di mantenimento, esclusione).

Fit e intento: i due tipi di punti

Un buon punteggio unisce due dimensioni, che non vanno confuse:

  • Fit (adattamento): quanto il contatto assomiglia al tuo cliente ideale. Zona, settore, dimensione dell’azienda, tipo di immobile, importo richiesto, tipo di contratto.
  • Intento: quanto è pronto ad agire. Ha risposto a tutte le domande? Vuole essere richiamato oggi? Ha scelto un orario per l’appuntamento? Quanto è urgente il suo problema?

Il fit dice se può essere un cliente. L’intento dice quando. Un contatto con fit alto e intento basso va coltivato; uno con intento alto e fit basso va gestito con cautela; solo la combinazione alta-alta merita la telefonata immediata.

Come costruirlo in sei passi

  1. Parti dai clienti che hai già. Cosa avevano in comune prima di firmare? Cerca i pattern: zona, urgenza, canale di arrivo, risposte date.
  2. Scegli da cinque a otto criteri. Più criteri complicano e rendono il punteggio poco credibile per chi lo deve usare.
  3. Assegna i punti con una scala semplice, per esempio da 0 a 3 per criterio. Dai peso maggiore ai criteri che hanno più correlazione con le chiusure.
  4. Prevedi i criteri di esclusione. Alcune risposte devono azzerare il punteggio (fuori zona, importo sotto il minimo).
  5. Fissa le soglie. Alto: chiamata o appuntamento subito. Medio: messaggi di avvicinamento e nuova valutazione. Basso: percorso automatico a basso costo.
  6. Verifica con i risultati. Dopo qualche settimana confronta punteggio e chiusure: se i lead con punteggio alto non chiudono di più, i criteri vanno cambiati.

Un esempio (ipotetico) per un’agenzia immobiliare

Gli importi sono illustrativi, non un risultato reale.

Criterio Risposta Punti
Urgenza di vendita entro 3 mesi 3
Zona in una zona servita 2
Rapporto con l’immobile proprietario 2
Disponibilità al sopralluogo sì, già proposto 3
Altre agenzie nessun incarico attivo 1
Totale 11 su 11

Chi arriva a 9 o più passa subito all’agente per fissare il sopralluogo. Chi sta sotto 5 riceve un messaggio utile e resta in un percorso di mantenimento. L’agente non perde un’ora su chi “sta solo guardando”.

Il caso reale: filtrare sull’urgenza paga

Nel progetto di un’agenzia in franchising con tre sedi il funnel è stato costruito per filtrare sull’urgenza. Il costo per contatto è stato più alto (19 €), ma il 20% dei contatti è arrivato al sopralluogo e il 25% dei sopralluoghi è diventato incarico, con 400 € di advertising per incarico firmato. La logica è la stessa del lead scoring: spendere di più per contatto e meno per cliente. Dettagli in Costo per lead immobiliare.

Dove si raccolgono i dati per il punteggio

  • Form e quiz con domande a risposta chiusa: sono i dati più puliti.
  • Conversazioni su WhatsApp o chat, dove l’assistente AI pone le domande una alla volta e assegna il punteggio.
  • Comportamento: pagine visitate, contenuti scaricati, tempo di risposta. Utile come segnale secondario, mai come unico criterio.
  • Dati del CRM: storico, canale, esito di contatti simili.

Errori da evitare

  • Basarsi su clic e aperture email. Dicono poco sulla volontà di comprare.
  • Non aggiornare mai i criteri. Il mercato cambia e il punteggio invecchia.
  • Soglie troppo basse. Se passano tutti, il punteggio non filtra.
  • Punteggio senza azione collegata. Se un punteggio alto e uno basso producono lo stesso comportamento, è inutile.
  • Nessun feedback dai commerciali. Chi chiama sa subito quando il punteggio sbaglia.

Come misurare se funziona

Tre controlli semplici, ogni mese:

  1. Il tasso di appuntamento dei lead con punteggio alto è superiore a quello dei lead con punteggio basso?
  2. Il tasso di chiusura segue lo stesso andamento?
  3. Il tempo dei commerciali è meglio speso (più appuntamenti per ora di lavoro)?

Se almeno due su tre non migliorano, rivedi i criteri.

Da dove partire

Prendi i tuoi ultimi 30 contatti e assegna un punteggio a mano con i criteri sopra. Poi guarda quanti hanno poi comprato. Se il punteggio alto coincide con i clienti, hai già una base. Se vuoi un confronto sul tuo processo di acquisizione nel suo insieme, il quiz sul Punteggio di Acquisizione lo valuta in pochi minuti.

Domande frequenti

Cos'è il lead scoring?

È un sistema che assegna punti a ogni contatto in base a quanto assomiglia al cliente ideale (fit) e a quanto è pronto ad agire (intento). Serve a decidere in che ordine e con che priorità i commerciali devono lavorare i lead.

Serve un software per fare lead scoring?

Non per partire. Un foglio di calcolo con 5-8 criteri e una soglia è sufficiente per iniziare. Un software diventa utile quando i contatti sono molti e vuoi che il punteggio si aggiorni da solo e passi i lead al commerciale in automatico.

Quanti criteri conviene usare?

Da cinque a otto. Con troppi criteri il punteggio diventa illeggibile e nessuno si fida; con troppo pochi non distingue i contatti buoni dagli altri.

Ogni quanto va rivisto il punteggio?

Almeno una volta al mese all'inizio, confrontando il punteggio assegnato con i risultati reali: i lead con punteggio alto devono chiudere di più di quelli con punteggio basso. Se non succede, i criteri vanno corretti.

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